Google al lancio di iPhone:”dovremo ricominciare da capo” con Android

Dopo la presentazione dell’iPhone originale nel 2007, Google dovette rimettere le mani su Android e sostanzialmente ricominciare da zero lo sviluppo. Lo svela un ingegnere della società.

In un libro sulle origini della guerra tra iOS e Android, Chris DeSalvo, ex-manager di Cupertino e membro del team Android, racconta la reazione avuta in seguito alla presentazione dell’iPhone originale nel 2007. Come consumatore, ammette di essere “rimasto di stucco” e di averne desiderato “uno immediatamente;” come ingegnere, invece, gli è preso un accidenti: con Android, pensò al tempo, “dovremo ricominciare tutto da capo.”

Una testimonianza che ci aiuta meglio a capire la sorpresa e lo sconcerto che Apple gettò nell’industria quel giorno storico, e le ragioni per cui i produttori storici di cellulari sono tutti miseramente caduti come foglie. Per RIM -oggi nota come BlackBerry- era addirittura impossibile produrre un aggeggio simile; non con quella potenza d’elaborazione e quella durata della batteria, in ogni caso. Altri competitor, invece, ostentavano un nervoso scetticismo:

    L’iPhone “non poteva fare ciò che [Apple] aveva dimostrato, non senza un processore mostruosamente affamato di energia. Doveva necessariamente avere una durata della batteria terribile.” Così riferisce di aver sentito dai propri ex colleghi l’utente Kentor su Shacknews. “Immaginate la loro sopresa quando hanno disassemblato l’iPhone la prima volta e si sono accorti che l’intero telefono consisteva di una batteria e di una minuscola scheda logica attaccata sopra.

Da lì in poi, e dopo un po’ di tira e molla su tastiera virtuale/tastiera fisica, non è più esistito smartphone che non possedesse multi-touch e browser con tutti i fronzoli.

Quando Andy Rubin, co-fondatore del progetto Android, video Steve Jobs sul palco del Moscone Center con l’iPhone in mano, disse trafelato ad un collega “Porca miseria, mi sa che quel telefono non possiamo rilasciarlo” riferendosi ad un dispositivo simile al BlackBerry ma dotato di Sistema Operativo e marchio Google. Si decise quindi di rifocalizzare lo sviluppo su di un nuovo gingillo touch; il risultato concreto arrivò con un ritardo spaventoso, più di un anno, sotto il nome di HTC G1.

Al tempo c’erano ancora i tasti fisici, eredità del precedente progetto, ma ben presto sarebbero stati integrati direttamente nel software. Né più né meno come deciso da Apple un anno prima.

Articolo preso da qui

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