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Smartphone large-screen, le vendite continuano a salire

Gli smartphone con schermo di almeno 5 pollici aumentano del 369% nel primo trimestre del 2014. Samsung predomina ed Apple rimane in attesa. I dati della società di ricerca Canalys

 

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Nel primo trimestre 2014 le vendite sono di  280 milioni di smartphone al mondo, con un aumento del 29% rispetto all’anno precedente. La maggior parte (per adesso) di questi dispositivi equipaggia Android con l81%, il 16% iOS, e il 3% Windows Phone.  L’interesse dei consumatori per i dispositivi con schermi di dimensioni maggiori si intensifica, il che si traduce in un incremento del 369% nelle vendite di smartphone con display di almeno 5 pollici, che rappresentano un terzo delle vendite totali. Ad analizzare questo fenomeno è la società di ricerca Canalys.

La fascia alta del mercato sembra quindi guardare senza esitazioni verso gli schermi di grandi dimensioni,  in cui domina Samsung, che ha il 44% di quota nel comparto oltre i 5 pollici, e il  53% di quelli oltre i 5,5 pollici, sottolinea Jessica Kwee, analista di Canalys. «Diversi rivali però, a partire da Lenovo, Huawei, LG e Sony, stanno rapidamente adeguando la loro offerta».

In questo segmento – valutato molto interessante anche sul fronte dei profitti – è totalmente assente, (temporaneamente), Apple. Infatti  il 47% dei smartphone con prezzo di listino pari a 500 dollari è appunto costituito da modelli con almeno 5″ di schermo, mentre del restante 53%, agli iPhone spetta l’87%. Secondo Kwee, «Apple non può più prescindere dalla produzione di smartphone large-screen per rimanere competitiva, e deve muoversi per farlo sin dai prossimi mesi».

La Cina regna su tutto il mercato degli smartphone

Dall’analisi di Canalys risulta prepotentemente anche un altro dato interessante. Il mercato più imponente del mondo per gli smartphone è ormai la Cina, dove sono stati venduti 97,5 milioni di dispositivi nei primi tre mesi del 2014. «Il mercato cinese è quello interessato dai maggiori cambiamenti e sta cambiando velocemente, con gli smartphone che rappresentano il 93% dei mobile phone venduti», ha dichiarato Nicole Peng, Research Director di Canalys per la Cina. «La diffusione del 4G garantisce per tutto il corso dell’anno il supporto a questa crescita, fortemente aiutata dal contributo di China Mobile».  La forza di Samsung trova conferma, con una quota del 18% nella nazione dove si trovano cinque dei primi dieci produttori mondiali. Inoltre, nella top 10 di Canalys ben 5 sono cinesi: Huawei che è al 3° posto nel mondo, seguito da Lenovo al 4°, Xiaomi al 6°, Yulong all’8° e Zte al 9°.

 

 

Peteia cambia look!

Un saluto a voi amici di Peteia.

Abbiamo fatto un cambio look al nostro blog per renderlo più semplice, eliminando alcune pagine e semplificando il menù, il tutto per rendere più piacevole la lettura degli articoli inseriti all’interno di esso.

Facciamo una precisazione, mentre prima effettuavamo noi l’acquisto degli smartphone per voi lettori/clienti, adesso non è più possibile, causa alcune problematiche con il fornitore, quindi in poche parole il nostro blog rimane ma non più per la compravendita ma solo per inserire notizie riguardanti il mondo android, sia che si parla di smartphone sia che si parla di tablet.

 

Speriamo di esservi sempre di aiuto per qualsiasi evenienza e invitiamo i nostri lettori a farci domande o a esporci i loro problemi in modo da poterli indirizzare a guide pratiche e specifiche per risolverli.

 

Vi auguriamo buona permanenza

 

Lo Staff di “Peteia”

Italian Connection

Chi l’ha detto che per vendere milioni di smartphone bisogna essere colossi come Samsung o Apple? Ci sono piccole grandi aziende italiane che stanno conquistando il mercato. Con strategie aggressive e idee geniali

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Davide contro Golia. L’agilità, la scaltrezza, la capacità di improvvisare e di cogliere il momento giusto contro la forza allo stato puro. L’esito non è sempre lo stesso di 3000 anni fa, eppure capita spesso che i Davide la spuntino sui Golia. Capita perfino nel mondo ultra globalizzato della tecnologia, dove la forza si misura nella capacità di innovazione, nel marketing, nella comunicazione e nella logistica su scala planetaria. Budget miliardari per azzannare il mercato e sbranare i competitor. Ci sono dei Davide anche qui. E queste sono le loro storie: italiani che hanno sfidato i giganti della tecnologia mondiale. Vincendo la loro scommessa.

Ovvio, di fronte ad Apple, Samsung, Nokia e Lg, nomi come Nodis, Ekoore e Stonex dicono ben poco. Eppure, intorno all’oggetto culto di inizio millennio, lo smartphone, queste realtà stanno costruendo piccole fortune. I fatturati sono ancora bassi, come i prezzi dei loro telefoni, ma decisamente interessanti, dal momento che la maggior parte è sul mercato da pochi mesi.

 

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L’esperienza più solida è quella di Ngm, che è nata sei anni fa. Negli ultimi due la società di Stefano Nesi, quartier generale a Ponticelli di Santa Maria a Monte, poco lontano da Pisa, ha macinato 100 milioni di euro di fatturato, vendendo 1,5 milioni di telefonini in 5000 punti vendita. Un risultato eccezionale che vale a Ngm il quarto posto assoluto nella classifica degli smartphone più venduti nel nostro paese (senza operatori) che diventa addirittura il primo tra i dual sim, con una quota di mercato intorno al 30%.

Proprio nella tecnologia dual sim c’è l’intuizione che ha spianato la strada: la passione tutta italiana per il doppio numero in un unico telefono. Una caratteristica a lungo snobbata dai marchi più affermati, più sensibili alle strategie degli operatori che non alle preferenze di un segmento di mercato. Tutti gli smartphone italiani utilizzano la tecnologia dual stand by. Significa che entrambe le sim sono attive ma se ne può usare soltanto una alla volta, sia per il traffico voce sia per quello dati. “Per la tecnologia full active ci vorrebbero due moduli ricetrasmittenti: più peso, volume e costi”, spiega Stefano Nesi di Ngm. “Qualche tempo fa i nostri ingegneri sono riusciti a mettere a punto un sistema con due antenne e un solo modulo. Ma i test hanno evidenziato un aumento eccessivo delle radiazioni. Per ora, quindi, abbiamo accantonato il progetto“.

 

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Con oltre 200 persone in organico, tra dipendenti e collaboratori, l’azienda di Nesi è ormai una realtà internazionale: i suoi prodotti sono presenti in Svizzera, Croazia, Norvegia, Danimarca e Inghilterra. Ngm ha costruito la sua fortuna grazie ad alcune diavolerie in grado di cambiare il nome del chiamante, occultare contatti, foto e video, programmare l’invio di sms e perfino inserire dei finti rumori di sottofondo nella telefonata. Insomma, il paradiso di chi ha esigenze di privacy decisamente particolari. E magari una doppia vita, oltre che una doppia sim. Sulla strada maestra dei servizi, Ngm continua a lavorare: “Usiamo il sistema operativo Android ma quello che c’è sui nostri telefoni è una versione personalizzata“. Il periodo difficile di inizio 2012, quando il boom degli smartphone prese un po’ in contropiede il management dell’azienda, sembra ormai alle spalle. Per ripartire è stata fondamentale la partnership con Gionee, una società cinese con base a Shenzhen. “Noi ci mettiamo il design e offriamo supporto nella progettazione, loro componenti e assemblaggio. Abbiamo l’esclusiva per l’Europa mentre Gionee è libera di venderli sul mercato asiatico. Solo in Cina, un milione e mezzo di pezzi al mese“. Nel futuro dell’azienda toscana ci sono un tablet, uno smartwatch e un nuovo telefono con processore superpotente. Nesi non lo dice, ma potrebbe essere il famoso chip 8-core di cui si parla da un po’ di tempo. Quando arriverà, probabilmente, Ngm avrà la sua nuova sede: un’avveniristica struttura in acciaio e vetro, con due ali laterali e una grande vela, con bar, ristorante, palestra e zona relax.

Dalla Toscana ci trasferiamo a Cinisello Balsamo, periferia nord di Milano. Da qui, nelle giornate di sole, si intravedono le montagne, ma la vista dagli uffici della Nodis, che dichiara 7 milioni di fatturato con una decina di persone in organico, al terzo piano di un’anonima palazzina affacciata sullo stradone che porta in Brianza, è decisamente meno piacevole. L’ha fondata Enrico Mari, trent’anni di esperienza commerciale di cui cinque come distributore italiano di Nokia. Mari è un vulcano di idee, un gran fumatore e, soprattutto, un vecchio volpone della grande distribuzione. Fuori dal suo ufficio, pile di cataloghi e campioni di prodotti.

A 48 anni mi sono detto: non posso mica fare l’agente per tutta la vita“, racconta mentre aspira una sigaretta. “Così, visto che il nome della società era già abbastanza noto nel circuito della distribuzione di prodotti elettrici, ho deciso di trasformarlo in un brand. Non avevo grandi budget, così sono partito con degli auricolari bluetooth, 24 modelli colorati, disegnati da Andy dei Bluvertigo“. Il colpo di fortuna arriva da un mini spot televisivo: c’è un ragazzo seminudo legato al letto che, minacciato da una cicciona armata di frustino e cattive intenzioni, chiede aiuto al padre usando l’auricolare Nodis. Il volto del modello, con la barba e i capelli lunghi, richiama inequivocabilmente quello del Cristo. Lo spot dura appena cinque secondi, sufficienti a Nodis per fare il giro del mondo. Risultato: Mari vende 60mila auricolari. Per cavalcare l’onda del successo prova a partire “con quattro cellularini”, comprati in Cina e marchiati Nodis. In sei mesi ne vende 70mila. Rilancia: aumenta l’offerta e, nel giro di un anno, le vendite triplicano. Allora decide di lanciarsi nella mischia degli smartphone: “Ne ho presi 5000 e li ho fulminati in meno di un mese. Ho riprovato con 20mila: via anche quelli. Morale della favola: dopo pochi mesi Nodis arriva al 2,7% nel mercato degli smartphone dual sim. Secondo me, in breve, saliremo tra il 5 e il 7%. Davanti a un gigante come Huawei, tanto per fare un nome“. Eccolo qui, un altro Davide che vince la sua battaglia contro Golia. Oggi, insieme agli smartphone, il catalogo prevede anche tablet, orologi, radiosveglie con proiettore incorporato, altoparlanti, cuffie (“quelle con lo slot per la scheda micro sd ce le ha anche il calciatore dell’Inter, Diego Milito”), ma anche aspirapolvere, macchine del caffè e microonde. Mancano fotocamere, frigoriferi e climatizzatori e poi l’offerta sarà vicina a quella di Samsung.

 

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La strategia di Nodis, tutta votata all’hardware, rappresenta una scelta quasi isolata nel panorama italiano. Per la maggior parte delle aziende, infatti, è il software la chiave del successo e l’offerta di servizi esclusivi è un passaggio obbligato verso la conquista del mercato. Siamo a Orte di Atella, provincia di Caserta. Qui ha sede Ekoore che, prima di trasformarsi in un brand di telefonia, offriva tablet professionali con sistema operativo Ubuntu. “I nostri prodotti hanno riscontrato da subito un certo successo”, ricorda Massimo Ferrara, 28 anni, marketing manager con una laurea in informatica, specializzato nella programmazione di sistemi operativi. “Offrivamo una personalizzazione totale, sia hardware sia software. I nostri tablet si potevano configurare con sistema operativo Linux o Windows. Oppure entrambi, con l’opzione dual boot“. Il boom di Android è una grande occasione e, nel 2011, Ekoore sbarca nella dimensione consumer con un tablet. Due anni più tardi è la volta dello smartphone. “I nostri numeri sono così bassi che non possiamo permetterci un contratto di fornitura standard, ecco perché abbiamo trovato un accordo di collaborazione con un partner cinese. Lui seleziona i componenti e cura la fase di assemblaggio, noi mettiamo il progetto e la supervisione sulla qualità. Alla fine Ekoore ha l’esclusiva sul prodotto solo per l’Italia. Ovviamente questa esclusiva a metà ci viene riconosciuta sotto forma di sconto. E così riusciamo a contenere ulteriormente i costi”. Il risultato di tutto ciò si chiama Ocean X, solido processore quad core e display con tecnologia Ips, peccato sia così plasticoso che sembra di maneggiare un giocattolino. Il team di sviluppo di Ekoore, composto da sei persone, si occupa principalmente di rendere più stabile il sistema operativo. L’ultima novità, che la dice lunga sulla capacità di cogliere l’attimo dell’azienda, si chiama Go Watch ed è un orologio smart da usare in coppia con un qualsiasi smartphone Android.

Nel giovane mercato degli smartphone c’è anche un’azienda storica della telefonia italiana, l’ha fondata Lorenzo Brondi. Nel 1935. Qualche anno fa lo slogan di una sua campagna pubblicitaria sollevò qualche ironia (alzi la mano chi non si è fatto due risate leggendo “Brondi, chi parla?”) ma colse nel segno dando visibilità a un marchio che può vantare innovazioni epocali. Per esempio, nel 1969, negli stabilimenti Brondi di Settimo Torinese è stata sviluppata la prima segreteria telefonica. E vent’anni più tardi Bronditel 1, il primo cordless omologato in Italia. Poi è la volta di Sirio, icona della telefonia fissa italiana per quasi un decennio. Ma la creazione più prestigiosa è il telefono Enorme, prodotto tra il 1986 e il 1994: lo disegna Ettore Sottsass e, oggi, fa parte della collezione permanente del MoMA di New York. La storia, però, non basta per stare sul mercato e Brondi ha dovuto cercare fortuna nella tecnologia mobile. “I primi telefonini sono del 2010″, racconta Vincenzo Stani, direttore commerciale di Brondi con un passato in Samsung. “Una linea dedicata agli anziani, con tasti grandi, funzioni all’osso e display ben visibile. Un settore di cui siamo subito diventati leader di mercato. Poi alcuni modelli fashion, pensati per i più giovani. Due anni più tardi arriva il primo smartphone e, a marzo 2013, la gamma si completa con prodotti di ogni fascia, da 99 a 299 euro“. I numeri del passato sono ovviamente irripetibili, ma nel giro di tre anni Brondi emerge: il marchio torinese vale il 15% del settore dual sim, l’11% considerando solo gli smartphone. In questa categoria il capostipite è il Caesar a cui manca la risoluzione full hd dello schermo e, soprattutto, farebbe bene una cura dimagrante: pesa quasi il doppio dei suoi colleghi (215 grammi). Il prossimo passo sarà un’ampia linea di accessori.

Lissone, a due passi dall’autodromo di Monza, è l’ultima tappa del nostro giro d’Italia. In una tranquilla viuzza di un quartiere residenziale si trova la Stonex di Davide Erba, classe 1980. Dichiara 25 milioni di euro di fatturato, con una prospettiva di crescita del 100% nel 2014. Il mercato principale di Stonex è la progettazione e la produzione di strumenti topografici di alta precisione – il nome deriva da stone, pietra in inglese, il più antico strumento di misurazione – per i quali la società di Lissone è apprezzata in tutto il mondo. E pensare che io sono finito a Desio e Muggiò prima di arrivare a Lissone, tradito proprio dal gps dello smartphone made in Stonex. “Ci siamo fatti le ossa su Android quando abbiamo deciso di sfruttare il sistema operativo di Google per i controller dei nostri strumenti“, racconta Erba. “A quel punto avevamo un know how notevole e abbiamo pensato di riversarlo nel settore degli smartphone, che offre grandi opportunità. In meno di un anno abbiamo già rilasciato cinque aggiornamenti e, a breve, sarà disponibile il nostro Stonex Os, un’interfaccia personalizzata con funzioni esclusive, tra cui la possibilità di rispondere a una chiamata scuotendo il telefono, scattare una foto passando una mano davanti allo schermo o prendere appunti durante una conversazione“.

Preso dalla foga delle spiegazioni, Davide usa il termine ferro per riferirsi al telefono: “Ci arrivano dalla Cina con la versione standard del sistema operativo, qui abbiamo i server con il nostro firmware e gli altri aggiornamenti che carichiamo su tutti i pezzi. A noi interessa poco “il ferro”, vogliamo dare una continuità nel tempo ai nostri prodotti, allungargli la vita il più possibile. Infatti hanno tutti le stesse funzioni, a prescindere dal modello“. Sembra un po’ la filosofia di Apple ma Davide non gradisce l’accostamento. Lui non ama i mondi chiusi: “Anche nel campo degli strumenti di misurazione mi sono sempre battuto per un sistema aperto. Faccio un esempio: alcuni dei nostri rivali fanno grandi investimenti affinché i dati rilevati dai loro strumenti possano essere elaborati solo dai loro software. Noi facciamo esattamente il contrario: investiamo perché i nostri strumenti siano in grado di offrire informazioni processabili dal maggior numero di software. E faremo la stessa cosa anche con il nostro store che lanceremo sotto forma di app: sarà disponibile per tutti gli smartphone Android“.

Poco più che ventenne Davide Erba ha lasciato l’università, dove studiava lettere moderne, per fare il consulente commerciale per un’azienda cinese di strumenti di misurazione. In Cina è rimasto per otto anni, prima di fondare la Stonex nel 2010. “Fossi andato in Svizzera, a 50 chilometri di distanza da qui, avrei un’azienda che cresce al doppio della velocità. Sono orgoglioso di essere rimasto qui, anche se è penoso vedere quant’è bloccato questo paese“, mi confessa mentre scendiamo nei laboratori dell’azienda. Qui mi mostra il nuovissimo laser scanner X300, progettato e assemblato interamente in casa. Una “macchinetta del caffè” che riesce a riprodurre in 3D e georeferenziare il mondo. “Si tratta di una specie di Google Earth, solo che in questo caso il 3D è reale. Questo significa, per esempio, che da qualsiasi parte del mondo si può conoscere quanto è larga una strada a Pechino. Al millimetro“. Un lavoro ciclopico che è solo all’inizio. In prospettiva, però, potrebbe spalancare le porte a infinite applicazioni di navigazione e posizionamento. Davide sta già sognando le città digitali in 3D su tutti gli smartphone Android. Come dire, Stonex contro Google. Davide contro Golia, la sfida continua.

 

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Samsung Galaxy S5 prezzo e uscita in Italia venerdì prossimo

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In uscita il Samsung Galaxy S5 a un prezzo probabilmente più basso: vediamo le caratteristiche del nuovo smartphone.

 

L’11 aprile 2014 è in uscita il Samsung Galaxy S5 a un prezzo forse più basso rispetto a quello dell’S4: in rete si assiste a un’autentica esplosione di rumors, di teorie, ipotesi, comunicati esteri spesso rimasticati male. Vediamo quindi di fare il punto della situazione sul prezzo del Samsung Galaxy S5 e le caratteristiche del nuovo smartphone sud coreano.

 

Uscita Samsung Galaxy S5 e prezzo

L’uscita del Samsung Galaxy S5 è fissata all’11 aprile, il prezzo dell’S5 è ancora un mistero. Il costo del nuovo smartphone Samsung top gamma sarà verosimilmente leggermente più basso del consueto, ma attenzione alle voci che circolano online: anzitutto non si può facilmente dedurre dai prezzi annunciati in Corea quale sarà con certezza il costo italiano del device (non si applicano gli stessi prezzi ovunque), né tanto meno ci si può facilmente basare sui prezzi delle compagnie statunitensi (basati su contratti biennali) per desumere quale sarà il prezzo del Samsung Galaxy S5 all’uscita in Italia.

In sostanza il prezzo del Galaxy S5 sarà verosimilmente più basso rispetto a quello di lancio dell’S4, forse anche di 60 euro o qualcosa in più (ci sembra difficile che si arrivi ai 100 euro ipotizzati da alcuni), ma la confusione in rete è grande e resta sempre il fatto che Samsung non ha ancora rilasciato informazioni ufficiali per il prezzo in Italia. Pertanto, al momento, le voci che corrono vanno comunque prese con le pinze.

A nostro parere, a ogni modo, un prezzo del Samsung Galaxy S5 più basso rispetto alla media potrebbe rappresentare un’arma vincente per la casa sud coreana: le caratteristiche migliorate ma non rivoluzionarie hanno fatto storcere il naso a parte degli appassionati, ma con un costo inferiore la Samsung potrebbe legittimamente presentare il device come uno con i migliori rapporti qualità/prezzo di sempre.

 

Samsung Galaxy S5, caratteristiche del nuovo smartphone

 

Ma quali sono le caratteristiche del Samsung Galaxy S5? Il nuovo smartphone coreano, riassumendo, si presenta con display Super Amoled da 5,1 pollici 1920×1080 pixel, con un processore Snapdragon 801 quad core da 2,5 giga, con batteria da 2800 mAh e Android 4.4.2 KitKat a bordo. Le dimensioni dell’S5 sono le seguenti: altezza 142 mm, larghezza 72,5 mm, spessore 8,1 mm, peso pari a 145 grammi. La fotocamera del Samsung S5 sarà da 16 megapixel (con flash LED), mentre la fotocamera secondaria sarà da 2 megapixel.

 

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Tratto da: WebMasterPoint.orgAncora una settimana e sarà finalmente disponibile anche in Italia il nuovo Samsung Galaxy S5 presentato a febbraio scorso al Mobile World Congress di Barcellona, appuntamento sfruttato dalla casa sudcoreana anche per svelare lo smartwatch Gear 2 Neo e il bracciale da polso Gear Fit.Continua a leggere su: http://www.webmasterpoint.org/news/samsung-galaxy-s5-uscita-in-italia-venerdi-prossimo-come-provarlo-in-anteprima-i-migliori-prezzi-e-sconti_p58442.html#commenta_box
Tratto da: WebMasterPoint.orgTra una settimana a scaffale il nuovo top gamma della casa sud coreana. Su Google Play una app per prendere familiarità con l’interfaccia.Continua a leggere su: http://www.webmasterpoint.org/news/samsung-galaxy-s5-uscita-in-italia-venerdi-prossimo-come-provarlo-in-anteprima-i-migliori-prezzi-e-sconti_p58442.html#commenta_box
Tratto da: WebMasterPoint.orgTra una settimana a scaffale il nuovo top gamma della casa sud coreana. Su Google Play una app per prendere familiarità con l’interfaccia.Continua a leggere su: http://www.webmasterpoint.org/news/samsung-galaxy-s5-uscita-in-italia-venerdi-prossimo-come-provarlo-in-anteprima-i-migliori-prezzi-e-sconti_p58442.html#commenta_box

Google annuncia Android Wear, nuova versione del robottino per i wearable device

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Se avevate bisogno di conferme circa l’ipotetico smartwatch di Google (ormai confermato), queste arrivano prima in forma di software che di hardware: anziché svelare l’atteso SDK per dispositivi indossabili, che comunque arriverà, BigG anticipa i tempi e annuncia Android Wear, la prima versione del robottino pensata appositamente per gli orologi intelligenti.

LEGGI ANCHE: Smartwatch Google-LG all’I/O 2014

Android Wear: Information that moves with you,” questo è lo slogan che accompagna la nascita di questa nuova versione del robottino, pensata appositamente per i wearable device, che si incarnerà per primo nel più familiare di questi: l’orologio. Lo smartwatch secondo Google infatti fornirà:

  • Utili informazioni al momento giusto. Post e aggiornamenti social, messaggistica, notifiche, news, e anche app dedicate alle fotografia (non si capisce bene se in sola visualizzazione o anche nel senso di cattura), e altro.
  • Domande e riposte. La classica hotword “Ok Google” attiverà i comandi vocali, che ormai conoscerete tutti bene. Dalle calorie nel cibo, agli appuntamenti, alle chiamate o i messaggi.
  • Controllare salute e fitness. Promemoria e riassunti della nostra attività fisica, grazie anche alle app dedicate che preferiamo. Velocità in tempo reale, distanza, cronometro e altro, sia che ci muoviamo a piedi che in bicicletta.
  • La chiave per un mondo multi-schermo. Android Wear permette di accedere e controllare altri dispositivi, come ad esempio la riproduzione musicale su smartphone o l’invio di un filmato alla TV. Le possibilità sono in mano agli sviluppatori.

Gli sviluppatori interessati possono dirigersi su developer.android.com/wear  dov’è dispoibile una Developer Preview, in modo da adattare le proprie app a funzionare in simbiosi con Android Wear.

Sulla carta insomma non sembra niente di mai visto, tutto sta però nel capirne bene l’interfaccia, quanto sia stata ottimizzata, semplificata e adattata al mezzo, che è notevolmente diverso rispetto agli ordinari smartphone. Per darvene un’idea, vi lasciamo ad un paio di filmati che non mancheranno di farvi sognare un po’, anche perché è stato confermato che LG G Watch arriverà entro l’estate, con Android Wear a bordo.

Google è comunque già al lavoro con ASUS, HTC, Motorola e Samsung, oltre che con Broadcom, Imagination, Intel, Mediatek e Qualcomm; ed anche con brand alla moda come Fossil Group, per portare sul mercato Android Wear durante il 2014. Pronti per il vostro primo smartwatch Android?

Video

Video

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MIUI su qualunque Android. Xiaomi lo permette. [GUIDA]

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Xiaomi ha rilasciato System Installer MIUI Express, la soluzione che permette a tutti i possessori di dispositivi Android di installare le applicazioni di sistema presenti nella MIUI, la custom ROM sviluppata dagli ingegneri della nota azienda cinese. Il software, disponibile gratuitamente e compatibile con la stragande maggioranza degli ultimi smartphone con installata la versione Ice Cream Sandwich di Android -Galaxy S2, S3, S4, Note 3 e i Nexus- è ancora in via di sviluppo e pertanto verrà aggiornato più volte.

Il file, scaricabile direttamente da qui, ha un peso di 30 MB circa e per installarlo necessita dell’opzione che consente l’installazione dei software dalle “origine sconosciute” attiva. Per farlo basterà accedere alle opzioni di sviluppatore del menu impostazioni. Stando ai feedback degli utenti che per primi l’hanno provata sarà possibile usufruire, oltre che di MIUI SMS, Telefono, Conttti e Mi Cloud, anche del launcher. 

Tuttavia, alcune delle descrizioni sono ancora in lingua cinese ma nonostante ciò la navigazione all’interno del sistema risulta molto intuitiva. Merito del layout dell’interfaccia utenti di MIUI Desktop, una caratteristica che da sempre gli utenti Android dei marchi più blasonati invidiano.

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GUIDA Rimuovere Samsung Knox

Metodo 1: Procedura Samsung – Difficoltà: Molto bassa

Il primo metodo per Rimuovere Samsung Knox è quello illustrato direttamente dalla società Coreana nella pagina di supporto ufficiale e che prevede una procedura veramente semplice ed adatta a tutti gli utenti, in quanto non richiede nessuna App o File.

  1. Avviamo l’applicazione Knox, selezioniamo la voce Impostazioni e successivamente Impostazioni Knox
  2. Selezioniamo la voce Disinstalla Knox per procedere
  3. Ci verrà ora chiesto se vogliamo effettuare il backup di tutti i dati che verranno salvati nella cartella Knox nella memoria del dispositivo. Scegliamo se effettuare il Backup dei dati oppure no e procediamo
  4. Ora inseriamo la nostra password e premiamo il tasto Continua. Successivamente clicchiamo su Next per procedere al backup dei dati ed Ok, infine, per confermare

Ora, per poter individuare il file di backup creato da Knox, avviamo il file manager presente nel nostro dispositivo ed individuiamo la cartella Knox. Qui sarà presente un file .zip che conterrà tutti i file salvati con la procedura di Backup. Semplice, vero?

Metodo 2: Eliminazione file tramite Root – Difficoltà: Medio-Alta

Il secondo metodo, come il terzo, è invece rivolto ad un’utenza più “esperta”, anche se va sempre eseguito dopo il primo metodo, in quanto sono richiesti i permessi di Root vista la necessità di effettuare la modifica ad alcuni file di sistema, in particolare la rimozione di tutti i file residui dopo la procedura di disinstallazione ufficiale illustrata al primo punto.

  1. Scarichiamo ed installiamo Root Explorer (l’App ha un costo di €3.59, anche se può essere usato qualsiasi file manager con i permessi di Root abilitati. Indecisi su quale scegliere? Qui trovate il nostro articolo con i migliori File Manager android)
  2. Avviamo l’applicazione e selezioniamo il tasto cerca
  3. Inseriamo la parola Knox e selezioniamo Search per iniziare la ricerca
  4. Ora, con la lista dei risultati davanti, procediamo all’eliminazione di tutti i file residui dalla disinstallazione per Rimuovere Samsung Knox in modo completo

Pulizia completa eseguita alla perfezione!

 

Metodo 3: Flash file via Recovery – Difficoltà: Medio-Alta

Il terzo metodo, invece, consiste in un file .zip che va flashato dalla Recovery modificata e che è stato creato dai ragazzi di XDA. Lo script va rimuovere in automatico tutti quanti i file di Knox, lasciando all’utente solamente il compito di “controllare” la corretta eliminazione di tutti quanti i file e la rimozione manuale di qualche “residuo”.

  1. Scarichiamo il seguente file KNOX removerV2.1.zip (Link) e trasferiamolo nella memoria interna del nostro dispositivo
  2. Entriamo nella Recovery modificata (ClockworkMod o TWRP) ed installiamo il file .zip precedentemente trasferito
  3. Riavviamo e procediamo all’eliminazione dei file residui utilizzando il Metodo 2 per Rimuovere Samsung Knox completamente

Conclusioni

Come potete vedere la procedura per Rimuovere Samsung Knox è veramente semplice e c’è un metodo adatto a tutti gli utenti, partendo dal 1° per gli utenti meno esperti, mentre il 2° e 3° per tutti gli utenti più “smanettoni” e che sanno quello a cui vanno in contro. Per ogni problema con la procedura basta lasciare in basso un commento all’articolo sottostante! Vi risponderemo nel minor tempo possibile .

 

Articolo preso da qui